Inizio.gif (12038 byte)

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Home | ArteInsieme | Giornale | La Vetrina
Caselli Shopping

 

Marco Caselli
Firenze, 19 marzo 1954.
Abitazione e studio:Via del Granaio, 17 - Poggio a Caiano (PO) - Tel. 055-8778866
Formazione:autodidatta.
Soggetti: nature morte, paesaggi, figure, sculture.
Tecniche: affresco e tecnica mista.

 

L'iter artistico e culturale di Marco Caselli, pittore e scultore toscano, può essere compreso solo collegandolo alla sua terra di origine e, in particolare, alla campagna della Toscana: una regione di discendenza etrusca, fra sogno e realtà, fra arte e mistero.
Già nelle prime opere, più tradizionali, si intravedono tutti i punti dominanti dell'arte di Marco e si possono cogliere, in embrione, le tematiche che egli ha, successivamente, sviluppato in un crescendo di tecnica e maestria.
Nelle nature morte, nei paesaggi rurali, pervasi da luci enigmatiche, sembra di immergersi in un'atmosfera primordiale che sarà il motivo conduttore dell'artista. Questo stesso motivo conduttore lo porterà ad amare e porre in risalto gli oggetti sobri e scarni del mondo contadino, in una serie di dipinti che analizzano il quid essenziale dell'individuo nel concreto esistere di cose "di tutti i giorni", ormai dimenticate, in una società che corre verso la propria distruzione. Così Marco dipinge la morsa per le mucche, il ferro di cavallo, i semplici oggetti di una civiltà antica, sommersa dai computers e dal consumismo.
Il Caselli colloca questi utensili sullo sfondo di un muro quasi a voler significare che al di là di quello non può esistere niente, che oltrepassarlo sarebbe come demolire la nostra stessa cultura e la nostra peculiarità di uomini. Le sue pareti consunte e sgretolate diventano, a poco a poco, l'unica traccia del dipinto; esse che, rivisitando le pitture murali dei nostri avi, riprendono segni e immagini ataviche, catturandole fino a farle divenire parte integrante della pietra, sono il simbolo della salvezza. Da qui l'analisi del vissuto, dell'anima del mondo, che vive in noi e che si riconosce, in quel muro, per ricreare i propri miti e i propri valori.
Marco Caselli possiede una manualità notevole che gli viene da una pulsione interna creando fascinazione; i materiali che usa (resine, sabbia) sono anch'essi derivati dalla terra e si ritrasformano, nelle sue mani, in qualcosa che alla terra deve la sua dimensione.
Nelle sculture Marco si serve di gesso e polveri per eseguire le sue figure. Miti pagani e non, si ritrovano in queste immagini, lasciate nella pittura e qui ritrovate, nel tentativo di plasmare la vita per realizzare un nuovo essere; un essere che, emblematicamente, si pone in uno spazio personale semplice e lineare, a testimonianza di una ricerca di equilibrio e naturalità, permeata, comunque da segni magici ed esoterici. Le sue sagome sono tragiche: dai volti contaminati vengono richiami muti; le forme sono abbozzate e belle nell'imperfezione della loro umanità.
Tutta l'arte di Marco Caselli, dunque è tensione verso ciò che vi è di assoluto e sostanziale, nel desiderio di rileggere la storia, alla luce del presente, per riscrivere un futuro forse troppo scontato.

Gìgliola Caridi

Hanno scritto di lui:
Gigliola Caridi, Arrigo Cecchi, Walter Fortini, Davina Lawrence.

Mostre

1990
    Rocca di Carmignano (FI)
1991

    Salone S.P.A. - Firenze
1992

    Palazzo Comunale Carmignano (FI)
    Biennale Antiquaria Arti e Mestieri - Fucecchio (FI)
    Centro Culturale «Il Tempio» - Pistoia
1993

    Galleria «La Soffitta» - Quarrata (PT)
1995

    Palazzo Datini - Prato
    «Il cassero della Fortezza Medicea» - Grosseto
    Galleria «Immagine» - S. Croce (FI)
1996

    Saletta «Ambra» - Poggio a Caiano (PO)
1998

    Ex Scuderie Medicee - Poggio a Caiano (PO)
2001

    Galleria «Bottega d'Arte» - Quarrata (PT)

 

 

 

La Trecciaiola
Affresco, cm. 50x40

 

E-mail

Data ultimo aggiornamento: 04-11-2001