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Tancredi Parmeggiani
Feltre 1927 - Roma 1964

Tancredi Parmeggiani - questo il vero nome - nacque a Feltre nel 1927 e morì a Roma nel 1964.
La sua formazione iniziale avvenne a Venezia, e subito dopo le sue primissime esperienze espressioniste, Tancredi mostrò particolari interessi per l'astrattismo, dedicandosi al quale iniziò a mostrare tendenze indirizzate alla volta dell'esperienza segnica e dell'arte sostanzialmente informale.
Solo più tardi Tancredi tornerà all'espressionismo con opere che rappresentano immagini grottesche della figura umana.

Dalla fine degli anni '50 Tancredi rivitalizza le sue opere con figure che movimentano la materia, sono microrganismi brulicanti, evidente influsso dell'incontro con l'arte del gruppo Cobra, apprezzata durante il suo girovagare nel Nord Europa.
Nel 1954Tancredi partecipa ad una mostra collettiva con Pollock, Wols, Tobey e Bryen al Museo d'Arte di Berna, dichiarandosi implicitamente in sintonia con una figurazione deformata e materica. L'iter pittorico di Tancredi si evolverà sino alla realizzazione di opere che ritornano ad una figurazione surreale. Composizione reca l'impronta della lezione assimilata durante il suo pellegrinaggio artistico, e l'immagine confusa e disorientata è una visione che esprime in un'evocazione informale il tentativo di far riemergere in chiave poetica la dimensione del reale. Questo spazio pullulante di essere inanimati è coerente con un disagio inferiore dell'artista di Feltre, che è imprescindibile dalla sua produzione pittorica. Senza cadere nella banalità del luogo comune del "pittore maledetto", non si può tuttavia dimenticare la drammaticità della vicenda personale di Tancredi che dipinge ininterrottamente ciò che vede e sente; un legame fra arte e vita che non distoglie dalla qualità innegabile delle sue opere. In effetti Tancredi negli anni '60 dipinge moltissimo e soprattutto "la condizione alienata e alienante dell'uomo nelle sue multiformi parvenze di "matto" in conflitto perenne con la società fino all'angoscia e all'esclusione"'. Il processo creativo di Trancredi verso l'Informale è espresso in Composizione che persegue la metamorfosi stilistica del pittore, soprattutto nella dilatazione del microcosmo dove egli inserisce, nella casualità della dimensione spaziale, il mistero di esseri inquietanti. L'opera nell'evanescenza delle forme e nel magma cromatico, insiste sulla possibilità di evidenziare timbricamente alcune zone, in un andamento variegato ed in continuo movimento.

 

 

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Ultimo aggiornamento: 17-04-2006