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Achille Perilli
Roma 1927Nel 1971 Achille Perilli redige il Manifesto della Folle immagine nello Spazio Immaginano e nella dichiarazione programmatica si possono rintracciare i principi-cardini della sua svolta verso uno spazio totalmente illogico, privo delle comuni direttrici istituite dalla tradizione prospettica, nel quale si assommano molteplici aggregati di forme con intrinseche capacità di sviluppo metamorfiche.
"Geometrie con le più varie articolazioni che creano, suggeriscono spazi ambigui, formate con elementi (forme, colore, spazialità) che, ogni volta, si combinano secondo regole irrazionali, illogiche." A dimostrazione della volontà ludica dell'artista romano l'opera La liberazione del protagonista, contiene nel titolo stesso il tentativo di scoraggiare un'eventuale interpretazione rigorosa dell'illusoria precisione del tracciato geometrico dell'assemblaggio.
L'immagine dev'essere filtrata e percepita sulla base della conoscenza del percorso artistico di Perilli, che approda agli elementi "folli" dei suoi dipinti in seguito all'approfondito studio di Klee e delle avanguardie storiche, soprattutto russe (grazie alle numerose notizie fornitegli da Angelo Maria Ripellino, conosciuto nel 1946). Individuati i primordi pittorici perilliani, la comprensione dell'opera è percepibile alla luce della ricerca nell'ambito astrattista fino al neoplasticismo di Mondrian e la figurazione suprematista. Perilli annuncia il cambiamento che si sta attuando nella sua pittura e scrive che "ora il labirinto è diventando un'organizzazione deliberatamente sbagliata dello spazio che neppure la mente riesce ad abitare" in un sistema complesso di linee che generano un'apparente rigorosità, evince una nuova forza in netta contrapposizione con l'ordinarietà degli artisti che gravitano attorno al problema della spazialità agli inizi del Novecento. Ne La liberazione del protagonista la semplificazione cromatica nella scelta della gamma dei colori freddi partecipa all'essenzialità della percezione della tela, e tutte le componenti concorrono a darne un effetto illusorio e simbolico, che maschera l'insolubilità sensoriale ed automaticamente innesca un meccanismo che dai sensi si immette nel ciclo di comprensione mentale e da vita ad un'inestricabile e perverso gioco di immagini.
Data ultimo aggiornamento: 17-04-2006