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Minassian shopping
Leone Minassian
Costantinopoli 1905 -Venezia 1978Quest'opera è un capitolo significativo dell'indagine sulla forma condotta da Minassian negli anni Cinquanta. Dal naturalismo di sapore tradizionale l'artista si muove in un'altra direzione, più plastica. Difatti l'alter ego di Minassian in scultura è Alberto Viani, per ravvolgente voluttà della forma e per l'assenza di conflittualità nella sinteticità dei soggetti.
"Nei quadri di Minassian del 1950 [...] le forme nitide, dai profili mossi e vibranti, sono divenute corpi tridimensionali [...] ora le forme si muovono, e movendosi mostrano la loro plasticità, la loro terza dimensione: la profondità."
L'approdo alle "forme" è reso possibile dall'attento studio dell'evolversi delle linee nella produzione grafica di Minassian, senza i disegni e le chine realizzati dal 1948 in poi, ed esposti nella sala personale alla Biennale veneziana del 1956, non si potrebbe ammirare la fluidità plastica delle opere ad olio. La linfa vitale dei soggetti raffigurati da Minassian, è il risultato dell'influenza di Jean Arp con il quale instaura una lunga amicizia, testimoniata da un intenso rapporto epistolare.
L'opera in esame, datata 1957 appartiene ad una serie di tele nelle quali le forme sono ancorate al suolo, successivamente Minassian decide di librarle nell'aria, connotandole in una dimensione maggiormente spirituale. Forma nello spazio è l'esempio di una semplicità sensuale e terrena del suo essere una figura antropomorfa, senza nessun retaggio culturale scientifico, ma essere vivente nella dimensione spaziale pittorica. La gamma coloristica utilizzata da Minassian, nella gradualità tonale esalta la bellezza della figura, ne proclama la spregiudicatezza e la valorizza nel suo snodarsi fluidamente nello spazio.
Data ultimo aggiornamento: 17-04-2006