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Piero Dorazio
Roma, 1927

L'artista è nato a Roma nel 1927. Gli inizi della sua opera sono stati seguiti dall'adesione al gruppo Forma, in un tentativo di affrontare la pittura soprattutto da un punto di vista segnico-gestuale.
Una delle sue opere più importanti, Annunzio diagonale (1960 - attualmente alla Nationalgalerie di Berlino), rappresenta un punto fermo in questa direzione.
L'opera di Dorazio si è successivamente indirizzata verso l'ambito della ricerca spaziale privilegiando per lo più composizioni di bande geometrizzanti.

Composizione che Dorazio realizza nel 1957, coincide con l'allestimento della sua prima mostra personale alla Galleria La Tartaruga di Roma, precede di qualche anno la famosa serie dei Reticoli. L'opera in analisi appartiene al clima astrattista, un momento in cui Dorazio focalizza tutte le sue energie per diffonderlo a livello sociale e politico, difatti l'artista romano nel 1945 fonda con Aymonimo, Busiri-Vinci, Barbagallo, Guerrini, Manisco, Perilli, Vespignani il gruppo Arte Sodale che solo l'anno seguente si scioglie, in concomitanza con l'adesione di Dorazio al PSI.
Nel 1950 con Perilli dà vita ad Arte Concreta e conosce l'anziano Giacomo Balla, che si rivela fondamentale per la sua ricerca pittorica. Balla ha estremizzato la sintesi dinamica e cromatica nelle sue opere e sfrutta pochi colori elementari che si sviluppano in un tessuto di trasparenze che viene ripreso in Composizione. Si assiste ad un richiamarsi continuo ed armonico in cui "ogni tratto, ogni striscia, ogni punto è in realtà frutto di una singola ed irrepetibile pennellata [...] è un piccolo universo in sé conchiuso."

L'opera in esame è impostata sull'esclusività della narrazione astratta, ma la pittura si liquefà ed il gioco di linee e colori si avvicina alla singolarità del credo doraziano, spesso confrontato con la poesia di Ungaretti; la stessa vena poetica pervade la suggestione di Composizione inno all'immaterialità del colore e nel riaffiorare di elementi cromatici o semplici tracce di una struttura fittizia dove ogni schematizzazione è completamente scomparsa. Ogni stato d'animo che vive l'artista romano diviene una tarsia cromatica e da un effetto di leggerezza aerea, di dilatazione della luce.
"Per Dorazio i colori che si sfrangiano e si riformano di continuo, contrariamente alla eterna luce del sole, e sono il simbolo della vita" e rappresentano lo scorrere del tempo, nel suo eterno ed incessante fluire. Ma è un tempo scandito dall'interiorità che Dorazio visualizza nella trama compositiva delle sue opere.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 17-04-2006