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Gianni Bertini
Pisa, 1922L'opera è un esempio atipico nella produzione artistica di Bertini, perché è connotata dall'astrazione geometrica alla quale egli aveva aderito sullo scorcio degli anni Quaranta ed inizio degli anni Cinquanta. La superficie è concepita come un immenso spazio, dove le linee definite si diramano e modificano la percezione dell'intera immagine. L'irraggiamento aereo degli elementi fluttuanti è un dialogo costante fra lo spazio della tela ed una dimensione immaginata, dove probabilmente continuano il loro movimento le direttrici lineari, connotate in maniera diversa affinché siano distinguibili. Il traliccio disegnato in Composizione è impostato dialetticamente tra due piani che in realtà si fondono e creano giochi armonici.
Bertini non adotta l'estrema rigorosità delle costruzioni geometriche, decide di esplicare la sua adesione all'astrattismo senza l'implicazione della staticità, anzi incentra la composizione sulla cognizione e percezione del movimento ondulatorio delle forme.Bibliografia specifica: Tristan Sauvage, Pittura italiana del dopoguerra 1945-1957, Milano, Schwarz, 1957.
Gianni Bertini ha sempre dato una grande importanza alla ricerca nell'ambito dell'informale e quest'opera ne è la tangibile testimonianza, frutto delle influenze del MAC e delle nuove tendenze dell'arte francese. Bertini vive a Parigi un momento di particolare successo, coronato con la prima personale alla Galleria Arnaud e stringe amicizia con Pierre Restany. Quindi l'artista pisano lavora sulla forma, lo spazio e la materia e nella Légende de Cadmos estrapola dal magma della quotidianità una visione simbolica dell'essere umano in relazione al suo ambiente, traducendola in termini pittorici altrettanto caotici. Bertini visualizza nelle opere degli anni '50 "des variations émotionelles sur le thème de l'ontologie cosmique du moi" che si muovono nella metamorfosi del visionario mondo nel quale l'uomo è inserito, poiché l'individuo non vive separatamente la propria vita ed il fenomeno artistico. L'epilogo della sua poetica sono una serie di dipinti che esplorano le infinite possibilità della diversificazione della materia, prima di sfociare nelle famose "bertinizzazioni". Va ricordato che l'elemento della problematicità del quotidiano, eserciterà sempre un fascino particolare nella ricerca sia oggettuale che soggettiva di Bertini. L'indagine introspettiva bertiniana in Légende de Cadmos ha abbandonato ogni riferimento descrittivo, per una non-figurazione affidata alla materia che si scioglie in stratificazioni differenti, invadendo lo spazio in modo assoluto. La fenomenologia esistenziale si dilata all'infinito e le forme in continuo sviluppo, delineano toni timbrici e tonali caldi.
Data ultimo aggiornamento: 17-04-2006