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Carla Accardi
Trapani, 1924

Viola-rosso, 1964

Viola-rosso si colloca nel pieno della personalissima ricerca che Accardi svolgeva fin dagli anni Cinquanta sulla tematica del segno; all'inizio, questa ricerca era articolata per insiemi di segmenti pittorici bianchi stesi su fondi neri, poi, all'inizio dei Sessanta, l'artista elabora una sensibilissima, quanto unica, ricerca basata sul segno-colore che approfondisce una svariata possibilitā di soluzioni espressive.
Il 1964 č un anno assai significativo per Carla Accardi, infatti viene invitata, con una sala personale, alla XXXII Biennale di Venezia dove presenterā dieci importanti opere, con testo in catalogo di Carla Lonzi, con la quale l'artista intratterrā un rapporto di reciproco interesse.
Riferendosi a questo rilevante nucleo di opere, fra l'altro molto vicine a Viola-rosso, la Lonzi affermava che Accardi, coerentemente, giā negli anni Cinquanta, aveva spostato la sua attivitā "oltre l'informale" ed ora l'artista, con queste opere, si trovava ad aver "intuito l'apporto equilibratore di una tecnica di vita che neutralizzava il distacco angoscioso dalle ragioni dell'esistenza".

La Lonzi continuava ritenendo "eccezionale" il lavoro di questo periodo in relazione alla particolare funzione "del tempo nell'organizzazione spaziale dei segni"; per questo Accardi si era imposta a livello internazionale contrapponendo alla 'durata' istantanea e aggrovigliata di un Pollock "l'esperienza ordinatrice della successione temporale"'.

 

 

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Data ultimo aggiornamento: 29-06-2003