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Raccolta differenziata
Sabato 22 maggio 2004, dalle 17 alle 20, presso le Filande di San Giacomo di Veglia a Vittorio Veneto (Tv), si inaugura la collettiva "Raccolta differenziata", a cura di Edoardo Di Mauro, collaborazione artistica di Fabrizio Boggiano. Espongono Luca Andriolo, Corrado Bonomi, Carmine Calvanese, Federica Genovesi, Matilde Domestico, Ale Guzzetti, Ernesto Jannini, Vittorio Valente. Sono previsti interventi di studenti del locale Istituto d'Arte. Durata: fino al 2 giugno; orario 17 - 20, o su appuntamento tel. 0438-94.10.78 e 338-85.43.473
La poetica artistica del
Novecento, a partire dall'avanguardia storica, in questo caso non solo l'organico ed
anticipatore Futurismo, ma soprattutto Dada, con l'intuizione oggettuale di Marcel
Duchamp, orinatoi e ruote di bicicletta investite di aura
artistica dalla forza sciamanica dell'artista e gli assemblaggi di
Kurt Schwitters, si è cimentata con una concezione nuova dell'arte, un'arte che fosse in
grado di aprirsi al mondo, contaminarsi con il quotidiano tramite l'acquisizione di
reperti di realtà secondo la logica dell' "objet trouvè". Queste tematiche
hanno trovato una diffusione su larga scala, nell'ambito di un concetto e di una pratica
di avanguardia "normalizzata" a partire dal secondo dopoguerra. La lunga e
composita stagione dell'Informale verteva attorno ad un tema prevalente, quello di
un'azione artistica intesa come manifestazione di energia vitale, apertura nei confronti
dei fenomeni, dialettica tra interno ed esterno. Il limite comune alla maggior parte di
quegli artisti fu di carattere oggettivo, quello di non avere violato, nella maggioranza
dei casi, quel tabù bidimensionale che appariva ormai come un limite da superare, stante
i presupposti teorici. Presupposti, comunque, estremamente avanzati. Già nella seconda
metà degli anni '50 si sviluppano le linee guida di quella che sarà la successiva
stagione del Concettuale.
Tra le molte correnti di pensiero fortemente venate di profetica utopia che agitano il
dibattito culturale di quegli anni si distingue il Situazionismo di Guy Debord. Predicando
un nuovo concetto di arte, svincolata da qualsiasi principio di valore e dall'inserimento
in quel sistema borghese che finiva per neutralizzarne l'eversione linguistica,
riducendola sostanzialmente a prezioso bene di consumo, merce tra le merci, i
Situazionisti sostenevano l'esigenza di un'arte puramente comportamentale, da viversi e
consumarsi nel "qui ed ora", indistinguibile da qualsiasi altra azione
esistenziale. In particolare la teoria del "detournement" prevedeva la
realizzazione di opere costruite seconda la tecnica dell'assemblaggio di materiali ed
oggetti recuperati, scorie tratte dall'opulenza della società industriale e vivificate,
fatte assurgere a nuova vita e significanza dall'atto creativo. Nell'eterno gioco di
rimbalzi e rimandi che caratterizza il ciclo dell'arte, questi temi si ritrovano
"tout court" all'interno del concettuale di matrice "mondana" quello,
per intenderci, aperto al contatto con il mondo dell'esperienza, che in Italia ha trovato
la sua sublimazione nell'Arte Povera.
Già il titolo coniato da Germano Celant per etichettare la sua intuizione
critica stava ad indicare la volontà di svalutare il lato "ricco" ed esclusivo
dell'arte in virtù dell'impiego di materiali archetipi e primari, lasciati liberi di
modificarsi seguendo il loro ciclo naturale di metamorfosi chimica e fisica, alla ricerca
di un dialogo tra natura e cultura perseguito anche tramite l'impiego di tecnologie
duttili ed elementari come la luce al neon. Con l'avvento del successivo ciclo
caratterizzato dall'ingresso in una fase di post modernità i temi relativi ad un utilizzo
dell'arte contemporanea come viatico per una migliore qualità della vita hanno assunto,
specie nell'ultimo quindicennio, una evidente centralità. La pratica dell'assemblaggio di
scarti della civiltà dei consumi è diventata pratica abituale, da interpretarsi anche
alla luce di una più diffusa sensibilità ambientale, vissuta sullo sfondo del sempre
più evidente problema di smaltire e riciclare l'enorme massa di rifiuti attualmente
prodotta, così come la sperimentazione di nuovi ed inediti materiali plastici e
sintetici, in grado di agevolare gli artisti nella creazione di installazioni capaci di
combattere ad armi pari una battaglia di immagine nei confronti dell'incessante incedere
di patinati simulacri tipici della nostra società caratterizzata, nel bene e nel male,
dall'invasività della tecnologia e degli strumenti di comunicazione. In occasione di
questa manifestazione il tema è proprio quello dell'impiego, in arte, di materiali di
recupero e, più generalmente, "economici", tramite cui porsi l'obiettivo di un
rinnovamento delle forme del linguaggio.
Va
segnalata in positivo l'attenzione riposta, ormai da alcuni anni, dall' Amministrazione
Comunale di Vittorio Veneto nei confronti delle punte più avanzate del dibattito
artistico , esplicata con l'organizzazione, in collaborazione con il vivace ed attivo
locale Istituto d'Arte, di una serie di convegni e, con l'inaugurazione, lo scorso
settembre, del Parco di Scultura Contemporanea all'aperto "Symposium
Sculpturae", dedicato al tema, quanto mai di attualità, della metamorfosi. Il titolo
della mostra "Raccolta differenziata", indica da un lato in maniera netta e
chiara l'evidenza del tema, dall'altro trova delle precise rispondenze in quello che è,
da un ventennio, il clima generale dell'arte, caratterizzato da un eclettismo stilistico
in cui convivono varie ipotesi formali, ultimamente svincolatesi dalla citazione e tese
alla ricerca concreta di ipotesi di "nuova" contemporaneità. Luca Andriolo e
Federica Genovesi sposano la loro reciproca creatività in uno stimolante connubio. Gli
abiti creati dalla Genovesi nel suo atelier fungono da spunto per Andriolo per realizzare
suggestive inquadrature sullo sfondo di paesaggi della memoria, poi incorniciati con il
tramite di materiali di recupero. Corrado Bonomi è un maestro nella costruzione di opere
realizzate con materiali riciclati, pervase da un senso di ludica e demistificante ironia,
che posa il suo sguardo divertito e disincantato sul teatro dell'esistenza.
Carmine Calvanese realizza articolate strutture curvoidali forgiate con materiali plastici
di nitida lucentezza su cui traccia, con perizia artigianale, pastiches visivi che
simboleggiano efficacemente la complessità del contemporaneo. Matilde Domestico centra la
sua originale poetica sull'ossessione per un oggetto d'uso comune, tipico dell'immaginario
infantile ma anche quotidiano come la tazza, con cui dà vita ad installazioni di ogni
formato, microsculture da camera, ed imponenti costruzioni in cui la classicità
dell'impianto si pone in rapporto dialettico con il minimalismo del materiale impiegato.
Ale Guzzetti realizza installazioni articolate e complesse con il tramite di ritrovati
plastici e materiali di recupero i quali interagiscono successivamente con un flusso di
musicalità e di suoni in grado di simboleggiare la necessità attuale della ricerca di
punti di contatto tra le diverse forme della creatività. Ernesto Jannini opera come un
instancabile raccoglitore di reperti tratti dalla più recente dismissione di oggetti
telematici, da lui posti in dialogo e connessione con elementi primari tratti dal mondo
naturale, un aggiornamento al presente inedito ed originale delle tematiche
dell'avanguardia del secondo Novecento. Vittorio Valente si inoltra all'interno
dell'universo microcellulare, del mondo ai più celato delle amebe e dei virus
proponendoceli ingigantiti a svelare il loro falso aspetto gioioso e rassicurante, con
poliedriche installazioni realizzate con un uso creativo di un materiale duttile e
sintetico come il silicone.
Edoardo Di Mauro
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Data ultimo aggiornamento: 20-05-2004