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Occhiomagico e
Johannes Dario Molinari
OCCHIOMAGICO - JOHANNES DARIO MOLINARIFabrizio Boggiano scrive di OCCHIOMAGICO: "Poche cose esistono al mondo così interessanti come ascoltare una donna parlare liberamente di se stessa. La lucidità del discorso unita alla franchezza tipica dell'universo femminile spesso si mescolano al desiderio di emozioni creando racconti che mostrano quanto complessa e magicamente intrecciata sia la loro esistenza. Parole emozionanti che spesso sono difficili da comprendere se non si è portatori naturali delle stesse sensazioni. E ancora più difficile è immaginarle visivamente, proprio per
Mostra bi-personale di fotografia e video
Mostra: OCCHIOMAGICO: "Mi Vida"(in collaborazione con Joyce & Co. Galleria Artistico Letteraria, Genova) JOHANNES DARIO MOLINARI
Sede: Fusion Art Gallery - Torino, Piazza Peyron 9 G
Inaugurazione: Mercoledì 19 maggio 2004 ore 19.00 - 23.00
Periodo: 19 maggio - 15 giugno 2004
Orario: Martedì, giovedì e venerdì ore 16.30 - 19.30 - Altri giorni su appuntamento
Curatori e testi: Fabrizio Boggiano (f.boggiano@tiscalinet.it) Edoardo Di Mauro (edoardodimauro@tiscalinet.it)
Allestimento: Walter Vallini (waltervallini@hotmail.com)
In collaborazione con Joyce & Co. Galleria Artistico Letteraria, Genova (per OCCHIOMAGICO)
Patrocinio: Regione Piemonte Assessorato alla Cultura
Sponsor: Acqua minerale naturale Lauretana (Biella) Cantina Sociale Fontanile (Asti)
Responsabile Comunicazione: Marcella Germano (tel. 339-35.31.054)
E-mail: fusionartgallery@tiscali.it
Info: tel. 335-63.98.351
Catalogo disponibile in galleria pieghevole corredato di fotografie con testi di Fabrizio Boggiano e Edoardo Di Mauro
la ricchezza
di particolari che le compongono. Ma in questo è riuscito magistralmente Occhiomagico, il
quale, attento ed elegante indagatore dell'universo femminile, ha trasformato racconti in
immagini. Nasce così questo suo ultimo lavoro, dall'ascolto di storie di donne
differenti, delle loro complessità emozionali che le stesse gli hanno regalato e che lui,
sapiente alchimista dell'immagine, ha riunito per trasformarle in toccanti filtri magici.
L'osservatore viene così catturato e trasportato nello spazio onirico, dove si
materializza un viaggio in un'altra dimensione nella quale nulla è lasciato al caso.
colloca nel sito di quella rivisitazione, aggiornata al presente,
delle esperienze legate alla stagione concettuale "storica", il cui iter si
dipana circa dalla metà degli anni '60 fino all'omologo periodo del decennio successivo,
fenomeno diffusosi in Italia a partire dalla fine degli anni '80. Bisogna però dire che,
contrariamente a molta produzione distintasi per una sterile ancorché ben confezionata
citazione degli episodi di quella fase, incapace di aggiungere alcuno strato di ulteriore
significanza, il lavoro di Molinari si distingue per originalità e capacità di adoperare
ecletticamente vari mezzi formali per raggiungere un obiettivo spesso capace di stupire e
stimolare positivamente il fruitore. La concettualità di Molinari, pur centrata
sull'analisi dei referenti linguistici e capace di estremo rigore, si distingue per
un'apertura nei confronti dei temi propri della marginalità sociale ed intellettuale,
raggiungendo risultati di autentica evocazione mistica, in sintonia elettiva con una delle
tendenze principali della linea storica del Concettuale. L'artista adopera varie tecniche,
dalla fotografia incorniciata nei light - boxes, all'installazione oggettuale ed alla
pittura, avvalendosi spesso del video e dei più recenti ritrovati tecnologici, in una
produzione che è sintesi dei linguaggi e delle tendenze principali della
contemporaneità. Molinari parte spesso dall'analisi di esemplari episodi di cronaca, a
partire dai quali getta lo scandaglio verso la ricerca di motivazioni recondite atte ad
illuminare gli aspetti nascosti ed i meandri oscuri della mente umana in condizioni di
disagio od, al contrario, come nel caso di questa installazione, di esasperata
sensibilità, sinonimo di un diffuso e tenace "male di vivere". L'artista ha
inteso, nella circostanza, evocare l'intreccio delle vite e delle morti di tre scrittori
torinesi, Cesare Pavese, Primo Levi e Franco Lucentini, attraverso la rappresentazione
degli edifici nei quali vissero e dove scelsero volontariamente di morire. Adoperando le
parole dell'artista nella descrizione dell'opera: "Un mistero insondabile che la
realizzazione deformata di un modellino virtuale tenta di esplorare.... Il video presenta
la rotazione di un prisma in 3D realizzato attraverso l'unione innaturale ma dettagliata
dei prospetti delle tre case... Il moto rotatorio dell'architettura, che si staglia su uno
sfondo nero è accompagnato dalle voci ideali degli scrittori. La presentazione in
successione delle tre facciate coincide con l'ascolto della voce di un attore : ogni
facciata è accompagnata dalla declamazione di un brano dell'autore...Le tre voci, non
riuscendo a tenere il ritmo della ripresa, incominciano a sovrapporsi in un recitato via
via sempre più incomprensibile e, per questo, drammatico. Alla video proiezione si
aggiungono tre elaborazioni grafiche, una per ogni prospetto, realizzate a partire dalla
struttura geometrica utilizzata per la costruzione virtuale del modellino".
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Data ultimo aggiornamento: 14-05-2004