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Arte Urbana a Torino

 

MAU Museo d'Arte Urbana Torino
Via Musinè 19 10143 Torino
Tel. fax 011/74.55.80 cell. 335/63.98.351
Web: www.arte2000.net/mau - e-mail edoardodimauro@tiscalinet.it 

Sabato 19 luglio 2003,  sono state inaugurate tre nuove opere murali del MAU - Museo d'Arte Urbana di Torino. Si tratta dei lavori di Giorgio Ramella, in via Locana 19, di Gianluca Nibbi, in via Rivara angolo via Balme, e di Santo Leonardo, che arricchiscono la dotazione della "Galleria Campidoglio" con una pittura sotto teca collocata in via Fabrizi 19. La scelta dei tre artisti conferma il ventaglio di proposte allargato ed avente fini prioritariamente didattici e divulgativi che è da sempre una peculiarità del MAU. Giorgio Ramella è infatti uno dei più affermati pittori torinesi. Dopo avere attraversato la stagione dell'Informale e quella Pop Ramella sta attualmente vivendo una fase di straordinaria freschezza e vitalità creativa. Gianluca Nibbi è un giovane artista diplomando presso l'Accademia Albertina dotato di notevole talento mentre Santo Leonardo è un noto esponente di quella "generazione di mezzo",di poco successiva all'ondata dell'Arte Povera, che si è contraddistinta per una poetica affine a quella sviluppata dall'ultima generazione, di cui ha saputo anticipare diversi contenuti. Nel prossimo autunno sarà presentata una nuova serie di opere e l'atteso libro d'arte dedicato al Museo d'Arte Urbana, stampato grazie al contributo della Regione Piemonte. Direttore Artistico del MAU Edoardo Di Mauro, curatore Giovanni Sanna. Info 011/74.55.80 335/63.98.351 335/81.63.421 Segue una più dettagliata storia della genesi e dell'attuale fase del Museo.
nibbi3.JPG (19119 byte)Il MAU Museo d'Arte Urbana di Torino è il primo progetto in fase di concreta realizzazione, in Italia, avente come scopo il dar vita ad un insediamento artistico permanente all'aperto collocato all'interno di un grande centro metropolitano, con in più il valore aggiunto di essere iniziativa partita non dall'alto ma dalla base, complice il consenso ed il contributo fondamentale degli abitanti. In questo senso si può denotare una differenza tra la nostra ed altre pur ammirevoli realtà, quali i musei, ad esempio, di Maglione e Dozza, per citare i più noti, siti in luoghi fascinosi ma decentrati e, urbanisticamente parlando, di ridotte dimensioni o, all'opposto, con la pregevole iniziativa recente del Comune di Napoli che ha realizzato un vero e proprio percorso museale all'interno e, parzialmente, all'esterno delle nuove stazioni della metropolitana, per la sua regia coordinata dall'alto. Il nucleo originario del MAU è sito nel Borgo Vecchio Campidoglio, un quartiere operaio di fine'800, collocato tra i corsi Svizzera, Appio Claudio e Tassoni, e le vie Fabrizi e Cibrario, non distante dal centro cittadino.
Una porzione di spazio urbano miracolosamente salvatasi dagli sventramenti operati dal Piano Regolatore del 1959, che ha mantenuto pressoché intatta la sua struttura a reticolo costituita da case basse con ampi cortili interni dotati di aree verdi, suddivise da vie strette, il tutto a favorire il rapporto di comunanza tra gli abitanti ed una tipologia di insediamento, in una zona semicentrale di Torino, tale da farne un "paese nella città".
Nel 1995 matura, nei promotori del Comitato di Riqualificazione Urbana, già da alcuni anni impegnati in una rivalutazione delle peculiarità urbanistiche ed architettoniche del Borgo, l'intuizione di allargare la propria sfera di intervento all'arte, coinvolgendo i cittadini nelle scelte.
Vengono a tal proposito invitati a fornire il proprio parere, dall'allora Presidente del Comitato, alcuni operatori culturali cittadini, tra cui l'estensore della presente, all'epoca membro del Direttivo dei Musei e delle Mostre della Città di Torino, già da anni impegnato sul fronte del rapporto tra arte e territorio.
Il sottoscritto, sulla scia delle precedenti esperienze, che già mi avevano indotto ad elaborare la sigla "Museo d'Arte Urbana" per un progetto che originariamente doveva essere realizzato nel centro storico e ricordava da vicino, quanto ad esiti logistici, quella che sarà poi la "Galleria Campidoglio", individua nel Borgo Vecchio l'ambito ideale per l'applicazione concreta dei suoi intenti e, coadiuvato in maniera determinante dall'arch. Giovanni Sanna e dall'Accademia Albertina di Belle Arti, nella persona del Direttore Carlo Giuliano, inizia un lungo cammino progettuale, fino agli esiti attuali.
Dagli esordi, non facili, ad oggi, sono state prodotte 42 opere murarie all'interno del Borgo Vecchio, alle quali si sono affiancate, a partire dal maggio 2001, altre 33 nuove installazioni costituenti la "Galleria Campidoglio". Quest'ultima, componente organica del Museo d'Arte Urbana, è sorta per volontà del Centro Commerciale Artigianale Naturale Campidoglio, all'interno delle iniziative del Piano di Qualificazione Urbana, promosso dagli Assessorati al Commercio di Comune e Regione. Si tratta di opere formato cm. 70 X 100, collocate permanentemente sulle pareti tra i negozi di via Nicola Fabrizi e corso Svizzera, protette da teche di plexiglas, che saranno nei prossimi mesi dotate di illuminazione permanente.
Il 2001 è stato un anno fondamentale per un lancio definitivo dell'immagine e del ruolo del MAU in ambito cittadino e nazionale, coronato dall'inserimento nella "Carta Musei" della Regione Piemonte.
ramella.JPG (15033 byte)Il Museo d'Arte Urbana si trova attualmente, come è facile intuire dati i presupposti, in una fase cruciale del suo percorso. Pensiamo di essere esattamente a metà del guado. Si può definire ormai superata la fase iniziale, caratterizzata in positivo dall'entusiasmo della sperimentazione, in negativo dalle difficoltà nel rapporto con gli interlocutori pubblici di allora, culminate in vere e proprie operazioni di incomprensibile boicottaggio. Nell'ultimo triennio la situazione è migliorata, e ci stiamo avvicinando ad una piena accettazione e consapevolezza delle potenzialità del MAU, non solo in termini artistici e didattici, ma anche in funzione turistica e promozionale, quale ulteriore e non effimera risorsa aggiuntiva per la Città. Una Città che negli ultimi anni ha certamente compreso l'importanza di offrire supporto continuativo alla cultura ed all'arte contemporanea. Tuttavia è necessario, particolarmente per quest'ultima, che si scongiuri il rischio, oggi purtroppo ricorrente, di una parcellizzazione degli interventi, nonché il privilegio eccessivo indirizzato verso i progetti partoriti in ambito amministrativo, rispetto a quelli ideati dalla vasta area del privato sociale, delle associazioni, degli operatori culturali cittadini, troppo spesso emarginati, spesso per offrire sostegno massiccio ad iniziative, pur meritevoli, elaborate da privati imprenditori. Sempre rispetto all'arte contemporanea non posso non sottolineare come, da alcuni anni, una vasta e significativa area dell'avanguardia artistica locale ed italiana sia stata di fatto esclusa da scelte che appaiono talvolta interessanti, ma indubbiamente si qualificano come monotematiche, tali da impedire una visione più allargata dell'eclettismo stilistico che caratterizza la scena artistica contemporanea.
Il Museo d'Arte Urbana, per la sua storia e la professionalità degli operatori che vi collaborano, si candida per la realizzazione di iniziative future che si incamminino nella direzione prima citata. I nostri prossimi obiettivi consistono nel costante proseguimento, in quanto non si potrà certo mai sancire una definitiva conclusione dei lavori, del ciclo di opere murali nel Borgo Vecchio, ed il successivo allargamento degli interventi ad altre porzioni di territorio.
Si immagina, se giungeranno i necessari contributi dagli enti pubblici e dai privati, la realizzazione di sculture ed installazioni permanenti in zone del quartiere quali Piazza Risorgimento e l'area mercatale di Corso Svizzera, nonché nei luoghi maggiormente degradati della Pellerina, e l'individuazione di un ampio locale espositivo che possa adempiere all'ambiziosa funzione di "Centro per le Arti Contemporanee", corollario ormai indispensabile per un pieno sviluppo delle attività del MAU, e per garantire quel pluralismo nell'offerta artistica prima menzionato.
In ultimo è doveroso segnalare come uno dei nostri scopi sia stato, fin dall'inizio, il coinvolgimento nell'iniziativa di giovani artisti. L'avere accostato il loro lavoro a quello di personalità già affermate ha indubbiamente agevolato un percorso di crescita, anche in chiave didattica, ed a tal proposito va ricordato ulteriormente il fondamentale rapporto con l'Accademia Albertina. Oltre ad invitare periodicamente giovani artisti emergenti a produrre opere, va segnalato il concorso svoltosi nella seconda metà del 1998, indirizzato agli studenti delle Accademie di Belle Arti italiane, che ha portato alla selezione di dieci autori ed alla conseguente realizzazione di eguale numero di installazioni murali.
Nel corso del 2002 sono state prodotte le opere murali di Salvatore Astore, Enrico De Paris, Sergio Ragalzi, Angelo Barile, Theo Gallino, Antonio Mascia, Claudia Tamburelli, Alessandro Gioiello, Gianluca Nibbi, gli ultimi due studenti dell'Accademia Albertina. È inoltre cresciuto l'interesse degli organi di informazione attorno alle attività del MAU così come la richiesta di viste guidate, ed è giunta, da parte del Comune di Torino, oltre all'inserimento nelle iniziative del "Novembre per l'arte contemporanea", l'invito a far parte degli itinerari turistici di "Torino non a caso".

Edoardo Di Mauro
Presidente e Direttore Artistico del Museo d'Arte Urbana.

 

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Direttore Responsabile: Edoardo Bianchini

Data ultimo aggiornamento: 24-07-2003