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Marina Edith Calvo:
La terra non appartiene all'uomo

 

Mostra: MARINA EDITH CALVO - Titolo: "La terra non appartiene all'uomo" - Curatore: Fabrizio Boggiano - Periodo: dal 18 giugno al 20 luglio 2003

Per Marina Edith Calvo fotografarsi non è soltanto un gioco narcisistico ma, piuttosto, la certezza che l'idea del suo continuo mutamento venga catturata dalla pellicola con una sensibilità identica a quella messa in atto dall'artista. Queste fotografie non sono il risultato di un desiderio di apparire ma mostrano, con implacabile lucidità, la necessità di materializzare un sentimento, di sollevare una riflessione su temi particolarmente attuali e rappresentativi per l'artista stessa. A questo punto, come per magia, l'Operator si fonde completamente con lo Spectrum rafforzato, inoltre, da Marina Edith Calvo Coccodè.jpg (15837 byte)numerosi riferimenti letterari. L'io di Marina gioca con se stesso, si trasforma, riveste molteplici ruoli che sente per una volta propri o anche di altre donne; tutto questo con una freddezza e un sarcasmo che lascia noi, semplici Spectator, completamente in balìa dell'immediatezza del linguaggio e della liricità delle immagini composte in uno splendido bianco e nero. Penso, inoltre, che non si debba neppure parlare di autoritratto ma di rappresentazione vera e propria. L'artista, in veste di ideatrice, regista e attrice di emozioni personali, si confonde con le donne del mondo lanciando segnali universali che talvolta strappano un sorriso ma che invece, purtroppo, fanno ancora troppo riflettere. Marina Edith Calvo sceglie la rappresentazione onirica, talvolta barocca e molto spesso surrealista, per rianimare i nostri sentimenti mostrando quello che quotidianamente abbiamo davanti agli occhi e che non riusciamo ma, spesso, non vogliamo vedere. Di fronte alle sue immagini scompare ogni scusa; il messaggio è diretto, impossibile non capirlo, e con un abile gioco di vestizione scenica spoglia di tutte le difese perbeniste e di comodo lasciandoci soli con la nostra coscienza. Indubbiamente, distogliendo lo sguardo, possiamo rivestirla con tutti gli inutili orpelli sociali, ma queste immagini resteranno impresse nella mente e nel cuore per molto tempo. Immagini delle quali si ha una forte necessità, soprattutto in momenti come questi dove a contare è soltanto la verità dell'aspetto che nasconde la falsità del messaggio. Marina Edith Calvo opera invece esattamente al contrario; ironizza e falsifica l'aspetto per colpire con messaggi profondamente veri anche se troppo spesso dimenticati.

Fabrizio Boggiano

Notizie sull'artista

Marina Edith Calvo è nata a Messina e dal 1994; vive e lavora a Milano. E' laureata in scienze biologiche. Propone una personale ricerca fotografica di stampo surrealista sul corpo femminile prediligendo il bianco e nero. E' stata invitata ad esporre in diversi spazi pubblici e privati, come la Fondazione Italiana per la Fotografia di Torino, la IIIª edizione della Rassegna Fotografica Internazionale Fotografia al Femminile di Torino, La finestra blu di Alessandria, la Cascina Grande di Rozzano, lo Spazio Foto Villa Litta di Milano, il Borgo d'Angiolo di Roma, per il Pentax Day, e lo Spazio Foto San Fedele di Milano.

(24.07.03)

 

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Data ultimo aggiornamento: 24-07-2003