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Amedeo Lanci:
ispirazioni sentimentali
Forse questo pittore è pazzo, in un mondo che tutto viaggia turisticamente, tutto diventa gioco gite fuga dalle case, egli continua come un accanito orso a girare intorno al suo cavalletto. Dipinge in continuazione, tranne quando prende il suo gippone e si perde per le strade che portano alla Calvana oppure sulle vie del Veneto e altrove. Ha lo studio e la casa piena di quadri, dorme sopra i quadri mangia in mezzo ai quadri e corteggia belle fanciulle dipingendole e adorandole. A vederlo sembrerebbe un operaio appena uscito dalla fabbrica, invece è un artista fra i più grandi dellarte attuale, espone nei Musei, nei Palazzi storici come Palazzo Vecchio a Firenze, e Palazzo delle Prigioni a Venezia, e tanti altri compreso alcuni famosi Castelli.
Eppure eccolo qua, con i suoi pennelli in mano e qualche urlo imprecante Fregugliotta (troppo impegnata per Adria e poco per Firenze) e altre ragazze. E molto difficile vederlo lavorare, perché si chiude dentro lo studio, raramente mi è capitato di vederlo dipingere senza che se ne accorgesse, per pochi minuti. E quasi sempre un forte urlare imprecare, sente la musica altissima. Quando gli ho chiesto perché alza il volume della sua radio mi ha risposto che gli serve per cancellare i rumori che gli arrivano dalla strada. E veramente pazzo. Un giorno ha viaggiato per sette ore solo per salutare un attimo la sua Musa ispiratrice, poi per non farsi scoprire racconta a lei che era di passaggio. Riesce a stare senza dormire per tre quattro e forse più giorni, cinque minuti a occhi chiusi gli bastano per ricominciare forte e sano.
Il suo amico Alessandro Benvenuti ha coniato un detto: tutti hanno una croce, io ho Amedeo Lanci. Qualcuno racconta che lo ha visto fermo per ore nel bosco a parlare con le formiche, Fosco Innocenti (suo vecchio amico del Bar di via Ricasoli) racconta che un giorno ha visto Lanci mangiare un serpente. Ma torniamo alla sua bella pittura sentimentale e forse anche un pochino drammatica, si guardi con attenzione il dipinto Cultura morta 2004, olio su tela cm. 226x178, che rappresenta un uomo a testa in giù mentre altre persone indifferentemente gli stanno accanto. E Sentimentale? Si, moltissimo. In molti suoi dipinti si ritrae, rendendo difficile sapere quale delle figure è donna e quale è uomo, poiché per megalomania, si ritrae anche in volti femminili.
I suoi amici Falchini, Scarpante e Wolf, lo vorrebbero affogare perché quando ci si mette, li avvelena con lettere minacciose. Ha conosciuto uno di nome Manfred, vive a Monaco di Baviera, gli compra tutti i Fauni che dipinge, e presto assisteremo ad una mostra in Germania dedicata interamente al Fauno. Sarà Lui un Fauno? Chissà! Amiamolo comè, se ne trovano così pochi di artisti che è bene tenerseli come sono. Presto si recherà in Israele, da quando era piccolo ha sempre sognato di vedere questa importante terra, cosa le ispirerà per la sua pittura? Ne riparleremo.Jane Robinson
(in «ARCHIVIO», Mantova, sett. 2004, A. Sartori Editore)
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Data ultimo aggiornamento: 19-09-2004