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David Reimondo
Mostra di fotografia: DAVID REIMONDO: PULSE
Il lavoro di Reimondo parte
dalla ripresa video del corpo in movimento, ripresa che poi elabora con un macchinario
elettronico da lui stesso modificato, per poi usarlo impropriamente rendendolo
eccezionalmente adatto a deformare l'immagine. Le figure così ottenute, fotografate e
stampate, vengono successivamente trattate manualmente con colori acrilici. Il lavoro si
conclude con una colata di resina volutamente lasciata grezza e irregolarmente amalgamata.
Questo materiale ha la duplice funzione di sigillare eternamente l'immagine, ma anche
quella di innescare un primordiale ricordo del feto e del liquido amniotico. Le figure
fluttuano nella resina ricordando dei corpi, lentamente si trasformano giungendo a un
nuovo equilibrio e, nell'attimo che precede il compimento, l'artista le immobilizza, per
tramandarle nel tempo.
In questa mostra viene presentato il nuovo lavoro di Reimondo nel quale la resina continua
a incapsulare i soggetti, sempre allo scopo di sospenderli nel tempo. A cambiare è la
domanda che pone: qual'è l'anima dei nostri giorni? Chi si sofferma di fronte ad una sua
opera non è più invitato a interrogarsi sulla propria anima, ma su quella della nostra
società. Si moltiplica così l'esplorazione dei materiali e delle loro simbologie,
evidenziando il cocktail di materialità e immaterialità che contraddistingue la vita
contemporanea. Non un malinconico tentativo di rievocare la semplicità del passato, ma al
contrario un invito a valorizzare le immaterialità dei nostri giorni.
"Nell'ultimo decennio del secolo scorso abbiamo visto chiaramente come l'arte, nel
mondo occidentale, abbia subito una drastica differenziazione su binari completamente
distinti e neppure paralleli.
Da un lato si è cercato di rafforzare la tendenza che l'avrebbe condotta a identificarsi
sempre di più con l'opera stessa. Da qui l'assunzione, per quest'ultima, di una funzione
fondamentale, fine a se stessa e portatrice di un valore culturale ma, soprattutto,
economico.
Dall'altro lato l'arte veniva considerata
tale soltanto se corredata di effetti shoccanti, provocatori, dal momento che era relegata
nella categoria dei fenomeni di comunicazione di massa.
In questo modo l'arte subiva un processo di svilente semplificazione concettuale in quanto
l'attenzione veniva rivolta, così come accade ancora oggi, unicamente all'opera, nel
primo caso, oppure alla sua capacità comunicativa, nel secondo. Questo ha portato anche
l'arte a essere identificata per il suo valore venale oppure per quello comunicativo,
così come accade per tutte le altre attività simboliche dal momento che la società
odierna considera solo questi come valori primari e indispensabili.
Ma il vero valore dell'arte muove ben al di là di queste semplicistiche visioni a
cominciare dalla sua capacità di leggere anticipatamente gli accadimenti universali
sottraendosi all'omogeneizzazione tipica della società massificata. Deve inoltre
liberarsi dalla morsa costituita dai processi di produzione di consenso di massa che la
società contemporanea tende a imporre sempre con maggiore forza.
Queste riflessioni richiederebbero maggiore spazio per l'approfondimento ma, in questa
occasione, sono utili e sufficienti per introdurre con una determinata chiarezza il lavoro
di David Reimondo. Egli mostra, infatti, di aver saputo leggere con lucidità queste nuove
visioni mantenendosene distante ma, nello stesso tempo, sfruttandone alcuni caratteri
positivi. A cominciare, per esempio, dal fatto che l'apparente semplificazione delle
motivazioni e del valore dell'arte hanno facilitato l'avvicinamento a essa da parte delle
grandi masse incapaci di cogliere, almeno inizialmente, la differenza fra la dimensione
reale e quella simbolica. Attirandole invece con linguaggi apparentemente semplici,
diventa possibile catturarle e incuriosirle obbligandole poi a riflettere sui messaggi
contenuti nel lavoro stesso. Anche la dimensione estetica è importante nel lavoro di
David in quanto trasporta le emozioni con l'incantesimo del colore che l'artista usa come
inconscio rimando psicologico. Tipico esempio sono le "opere blu" nelle quali il
colore stesso richiama l'acqua, qui intesa come madre primordiale; l'anima si rasserena e
la memoria ritrova una piacevole sensazione di pace. Altra puntuale rappresentazione è
quella che l'artista esegue nella raffigurazione del nostro pianeta: partendo dalla
significativa semplicità e naturalità del pane, egli apporta delle bruciature che
scurendolo fanno emergere la terra rimarcando simbolicamente il tragico effetto della
presenza dell'uomo. L'uso della resina stessa riprende il discorso iniziale in quanto
questa sostanza, esistente in natura, ma riproducibile chimicamente, permette di fermare
per sempre la memoria.
Possiamo pertanto considerare il lavoro di David Reimondo non solo pregevole esteticamente
ma, soprattutto, portatore di profondi significati nei quali i ricordi del passato
dialogano con le riflessioni contemporanee rispecchiando nel giovane artista una spiccata
maturità.
La nostra visione ne rimane colpita e le emozioni sono imprigionate da quella stessa
resina che, novella ambra, le porterà nel futuro." (Fabrizio Boggiano)
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Data ultimo aggiornamento: 06-05-2004