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ALEXANDER CALDER
Visti i successi ottenuti nei
cinque anni precedenti, anche in questa primavera "L'Arte Moderna" dedica una
mostra alle stampe originali in edizione corrente. L'artista che presenta è l'americano
Alexander Calder.
A partire dal 1950 nel suo periodo più fervido Calder, che come gran parte dei maggiori
artisti dell'epoca gravitava intorno alla famosa galleria parigina Maeght, iniziò a
dedicarsi con passione all'incisione. Realizzò alcune litografie a colori sia in edizione
di lusso, cioè firmata e numerata, sia in edizione corrente. Queste ultime illustravano
la rivista
«Derrière le miroir» che, impressa in circa duemila copie e pubblicata
mensilmente dallo stesso Maeght, era venduta per pochi franchi francesi. Oggi i numeri con
le illustrazioni originali di Mirò, Chagall, Picasso e Calder sono rarissimi e vengono
aggiudicati a prezzi elevati dalle principali case d'asta del mondo. L'unica differenza
fra le due edizioni è la carta su cui sono impresse. Quella delle tirature correnti è
meno pregiata; ma l'immagine è nitida e perfetta in ambedue i casi. Sovente sul verso
è stampato un testo che non è visibile sul recto attraverso la carta.
La carriera di Calder è stata costellata da ricerche e incontri dai quali l'artista
americano ha saputo assorbire e conciliare simboli e idee che, dopo anni di
sedimentazione, si mostreranno nelle sue creazioni: si guardi al suo rapporto con i colori
puri, intensi, pieni, alle linee ferme e decise, che avvolgono lo spazio e fanno risaltare
la dinamicità delle forme: un equilibrio interiore non ricercato. Il maestro è
l'incarnazione della semplicità geniale dei fanciulli; dalle sue opere sparisce ogni
gesto calcolatore; è l'innocenza che sconcerta quelli che ricercano trame elaborate: «I
grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni
volta», diceva il Piccolo Principe; non a caso la carriera dell'artista iniziò presso
una ditta americana per la quale fabbricava giocattoli.
La libertà di usare l'arte della stampa non come decorazione, ma come messaggio visivo di
pensieri ed emozioni, è una delle componenti principali dell'indiscusso successo degli
artisti che in quegli anni risiedevano a Parigi. Negli anni Cinquanta la produzione di
stampe originali non era considerata, come purtroppo lo è oggi, uno strumento
promozionale, ma aveva un importante significato culturale e formativo. Infatti il senso
più profondo della stampa risiede proprio nell'essere un mezzo per diffondere il pensiero
e trattandosi di arte, questo mezzo deve essere originale, bello, coinvolgente e
possibilmente economico. Le riviste dell'epoca erano lo strumento ideale ed ebbero un
ruolo fondamentale per la comunicazione di idee, immagini e intenzioni delle avanguardie.
Nelle litografie in mostra c'è l'affermazione di tali idee, e si coglie il suggerimento
ad interpretare spazi, forme, segni e colori in movimento, con l'autonomia della nostra
immaginazione. Calder ci dona equilibrate e primordiali suggestioni, dopo tocca a noi.
Il catalogo della mostra, ordinato cronologicamente, illustrato a colori, è stato redatto
alla luce dei più recenti studi ed è inoltre completato da schede tecniche con precise
informazioni su stampatori ed editori.
g.a.sal.
Calder. La girandola dei colori
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Data ultimo aggiornamento: 03-11-2001